Ottobre 24, 2021

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Ristorante Morus: un percorso di sapori e colori

“Cucina non è mangiare. è molto, molto di più. Cucina è poesia”. _Heinz Beck, chef_

Direttamente da Polignano, una storia d’amore per la propria terra e i suoi sapori. Un ristorante che coniuga tradizione e innovazione, dove gli ingredienti sono selezionati e assemblati con amore.

Leccare il cucchiaio, chiudere gli occhi e sorridere di gusto. Esperienze sensoriali di livello. Goduria del palato, estasi dei colori. Queste le prime sensazioni che si palesano cenando al Morus, il bellissimo ristorante di Polignano, a pochi passi dalla statua di Modugno. Un luogo raffinato e suggestivo dove protagonisti assoluti diventano i piatti, tripudio di sapori e colori. Un connubio perfetto realizzato dalla creatività e rivisitazione delle tradizioni. Un posto dove sapori e odori si armonizzano talmente bene da non capire dove inizia l’uno e finisce l’altro. Un ristorante chic, con una grande attenzione ai dettagli. Dalla tovaglia alle decorazioni, ai fiori. Il luogo perfetto per innamorarsi e assaporare prelibatezze in una delle città più suggestive d’Italia.

Pasquale Zupo

Pasquale Zupo, pugliese, è il giovanissimo proprietario del Morus. Il suo ristorante, all’insegna della qualità e ricercatezza, propone una carta dei vini eccellente. “Questo ristorante è nato del 2018. Sono giovane e anche abbastanza intraprendente, cerco di mantenere un determinato standard fornendo un servizio di alto livello e usando materie prime di una certa qualità. Proprio per questo la mia cucina offre solo il pescato del giorno. L’altro fiore all’occhiello è la nostra carta dei vini. Abbiamo più di mille etichette, di cui 500 di champagne, 200 etichette di bianco francese e il resto è tutto vino italiano. Sono un appassionato, per questo la carta dei vini è molto ampia, perché voglio dare al cliente la possibilità di scegliere il vino che preferisce e di immergersi nella regione o Paese che più ama”.

Davide Luvera

Davide Luvera, chef del Morus, pugliese, riesce a trasformare il cibo in colore. Ogni piatto è un dipinto, un tuffo in un mare di sapori. Le sue creazioni, dalla materia prima ricercata e dal gusto indimenticabile, lo catapultano tra gli chef dell’Olimpo. Il risultato? Gusto equilibrato, indimenticabile, meraviglia per gli occhi e prelibatezza per il palato. Chef amante della tradizione e dei sapori genuini, capace di improvvisrae uno splendido dessert alla mele verde e stupire con i piatti consolidati della sua cucina senza mai abbandonare quel tocco gourmet che rende il piatto prelibato. E il risultato non può che essere eccezionale. “In cucina metto tutto me stesso, la mia passione e la qualità della materia prima. La lavorazione, invece, non deve essere troppo invasiva, perché voglio mantenere la qualità e il sapore originale del cibo mettendone in evidenza ogni sfumatura”.

E la cena è esattamente come la immagini, con una sala preparata ad hoc, servizio impeccabile, tavoli eleganti a lume di candela, decorazioni personali, cielo stellato e bollicine. E il valore aggiunto è dato dall’ottima carta dei vini.

Un menù eccezionale, quello che ho provato, di quelli che fanno venire voglia di tornare.

Battuto di gambero rosso, polvere di cappero, mandorle tostate e zest di limone candito.

Carpaccio di fragolino, pomodorino infornato, foglie di cappero, servito con crostini e burro salato.

Baccalà mantecato fritto in crosta di pane panko, polvere di olive nere, gazpacho di datterino giallo e cipolla in agrodolce.

Linguine con crudo e cotto di scampi e caviale.

Filetto di branzino, crema di patate, pomodoro confit e polvere di olive nere.

Sfera di gelato alla vaniglia, pan di spagna, arachidi e caramello salato.

Sorbetto di mela verde, crumble al cacao e zest di limone candito.

Chef Luvera dimostra tutta la sua bravura già dall’antipasto, sorprendendo con un gambero meraviglioso, dal sapore impareggiabile, particolarmente interessante. Evocativo il baccalà in tempura che sembra quasi un fiore, con le cipolle rosse che fungono da fiori e quel rivestimento croccante che dona un sapore deciso. Il profumatissimo carpaccio di fragolino, morbido, quasi vellutato, con una perfetta crosta di crostini homemade, è eccellente. Le linguine con scampo e caviale, un piatto gustoso, dal sapore unico. Il filetto di branzino, estremamente leggero, che quasi si scioglie in bocca, adagiato su un letto di pomodorini dal sapore intenso. E poi la squisita sfera di gelato con cuore di caramello salato, semplicemente perfetta.

Una cena assolutamente all’altezza delle aspettative, il tutto accompagnato da una eccellente vino pugliese, Salende, delle Tenute Rubino. un vermentino ITG salento 2019, dal colore giallo paglierino.  Tenue, con chiari e brillanti riflessi verdognoli. Al naso è seducente, intrigante, articolato, con piacevoli e marcate sfumature di sambuco, ginestra, pompelmo, mela verde, fiori di mandorlo, pepe bianco e pietra focaia. Al palato è di grande equilibrio e intensità, dotato di un’invitante vena sapida, è armonico e coerente rispetto a quanto evidenziato al naso, fine e persistente. Questo vermentino è un vino complesso, dalla forte personalità, ricco e affascinante, pulsante e dinamico, sorprendentemente espressivo, senza cedimenti, corroborato da un sublime finale ammandorlato che solletica il palato.