Ottobre 24, 2021

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Osteria Santa Domenica: buon cibo, tradizione ed eleganza

L’osteria Santa Domenica studia un menu capace di raccontare la Sicilia, con molte interpretazioni personali. Vincono la tradizione, rivisitata in chiave moderna, e l’esaltazione delle migliori materie prime che la Sicilia offre.

Un menu che cambia ogni mese, in base ai prodotti di stagione. Ogni giorno un antipasto, un primo e un secondo sempre diversi, così il cliente nn si annoia mai. Piatti innovativi, gustosi e particolari.

Immergersi e perdersi nella tradizione. Assaporare, gustare, scoprire. Un percorso sensaoriale di livello. Un luogo raffinato, a pochi passi dal magico Teatro antico di Taormina, dove protagonista assoluto è il buon cibo, accompagnato dall’immancabile vino. Cantine eccellenti abbinate a piatti sorprendenti, dal colore della tradizione. Dove ogni piatto racconta una storia, e la storia si fa poesia del palato. I sapori si armonizzano restando però sempre se stessi. Un ristorante con una grande attenzione per i dettagli, completato da un personale impeccabile super efficente. Un luogo dove si fa fatica a non ritornare.

Gianluca, è il proprietario dell’Osteria Santa Domenica. Il suo ristorante, all’insegna della qualità e ricercatezza, propone un menù tutto siciliano con una carta dei vini variegata e per tutti i gusti. “Questo ristorante è nato del 2017. E’ il mio primo ristorantino e ne vado fiero. Mi piace coccolare il cliente e farlo sentire a casa. Utilizzo solo materie prime di una certa qualità. Proprio per questo la mia cucina offre solo il pescato del giorno e i prodotti locali. L’altro fiore all’occhiello è la nostra carta dei vini. Sono un sommelier professionista e voglio aiutare il cliente a scegliere il vino che meglio si sposa con i piatti che sceglie”.

Una passione per la cucina e il buon vino nata ai tempi dell’università. “Mio padre era un costruttore edile e sebbene volesse che seguissi le sue orme, ha sempre appoggiato le mie scelte, anche quando decisi di frequentare la falcoltà di Scienze della comunicazione invece che Architettura. Quell’estate, poichè volevo la mia autonomia, sono andato a lavorare nei ristoranti per pagarmi le spese universitarie e lentamente è nata una vera e propria passione per questo lavoro. Quel mondo, alla fine, mi aveva catturato. Ho studiato da chef e e sommelier, e ho deciso di aprire il primo ristorante nella mia città, Taormina. Quindi ho cercato una location con il mare o con il giradino privato, ma a causa dei prezzi improponinili, ho dovuto cercare altre vie. E scendendo per questa piccola stradina, a pochi passi dal Teatro antico, ho visto un vecchio coffie bar dove all’esterno nn c’era nulla, solo delle sedie. Ho deciso di iniziare da qui. All’inizio del 2014 è partita la ristrutturazione, con l’obiettivo di aprire a marzo, ma a causa di tanti imprevisti, a luglio non avevo ancora la cucina. Allora ho dovuto fare una scelta e, invece di un ristorante, ho aperto il Red & withe. Un posto dove mangiare taglieri di salumi e formaggi e bere dell’ottimo vino al calice. Avevo deciso di usare comunque prodotti di nicchia, che non si trovavano facilemente in giro e fortunatamemnte ha avuto tanto sucesso. Però dentro di me avevo ancora il sogno del ristrorante e così, nel 2017, ho comprato la cucina e il Red & withe è diventato Osteria Santa Domenica. Alla fine ho realizzato il mio sogno“.

E in effetti Gianluca sa il fatto suo e, attraverso la sua cucina, riesce con maestria a proporre piatti raffinati, dal gusto raffinato e intrigante. “Proponiamo sempre tre piccoli omaggi della casa che serviamo sia a pranzo che a cena: una degistazione di olio di oliva biologico siciliano (olio diverso da zone della Sicilia diverse), poi portiamo del pane fatto in casa d noi: pane fatto con grano selezionato: senatore cappello, tiumminia e russeddu e me li faccio mavinare a vista,. Con la farina facciamo grissini, pane, pasta e biscottini che offriamo a fine pasto ai clienti.

La sua cucina etichetta propone una grande quantità di vini che vengono serviti nel miglior calice da degustazione di vino. Originariamente solo un centimetro di vetro che viene soffiato a bocca in Austria, si chiama Zanfo, molto leggero e molto sottile. L’aria è quella del pop-up restaurant quasi gourmet, con quel tocco di personalità che fa la differenza.

Un menù eccellente, quello che ho provato, equilibrato e abbondante. Uno di quelli che fanno subito venire voglia di tornare.

Crocchetta di cernia alla curcuma su un letto di vellutata di carote, cipolla caramellata e datterino conflit.

Fiori di zucchine in tempura, adagiati su di un guacamole alla siciliana con avocado di Fiumefreddo di Sicilia, pomodorino datterino, cipolla di Tropea, limone e mentuccia fresca.

Tartara di tonno rosso, profumata alla mentuccia fresca, con maionaise fatta in casa da noi e porro croccante.

Riso acquarello, al limone interdonato, gambero di mazzara crudo in bianco caprino con in verde un olio al basilico.

Filetto di branzino, su crema di melanza arrostita e spinaci.

Panna cotta ai frutti di bosco, con cannella, menta e cubetti di mango.

Lo chef dell’Osteria Santa Domenica dimostra tutta la sua bravura già dall’antipasto, sorprendendo con dei fiori di zucca meravigliosi, dal sapore impareggiabile, particolarmente interessante. Evocativo il branzino, dal sapore delicato, che sembra quasi un cuore, adagiato su un letto di crema di melanzane che dona un sapore deciso. Il profumatissimo risotto all’acquerello, quasi vellutato, con una perfetta combinazione di sapori tutti equilibrati e ben distinti, è eccellente. La tartara profumata alla mentuccia, un piatto gustoso e fresco, con quella maionaise che diventa la ciliegina sulla torta. E poi la squisita panna cotta con salsa di fiori di bosco, spettacolo per gli occhi e goduria per il palato.

Una pranzo assolutamente all’altezza delle aspettative, il tutto accompagnato da una eccellente vino biologico, Grillo CVA di Canicattì. Un bianco innovativo per sapidità e freschezza con la grande versatilità di un importante vitigno della tradizione siciliana; con profumi netti e armoniosi. Al naso un sentore di pesca tabacchera, pera e di mango e rimane secco al palato. Basso di gradazione, si abbina bene sia al tonno che ai fiori di zucca. Questo vino del 2016 ha vinto il premio come miglior vino bianco nella categoria qualità-prezzo.